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Il 6 dicembre 1991 venne istituito il Parco nazionale del Gargano.

Un parco non si crea ne si inventa: si riconosce semplicemente che un particolare territorio ha particolari caratteristiche bisognose di tutela.

E il Gargano ha molte ragioni per essere salvaguardato.

Esso rappresenta infatti, uno straordinario mosaico di situazioni biologiche e ambientali concentrate in un ristretto territorio. In quest'isola biologica, circondata dal mare e dalla piana del Tavoliere, è presente un altissimo grado di biodiversità: su questo 0,7% del territorio nazionale è presente circa il 33% delle specie vegetali italiane e si riproducono 170 delle 237 specie di uccelli nidificati in Italia. Questa eccezionale ricchezza proviene dalla varietà degli eco-sistemi che si susseguono, che fanno dello Sperone d'Italia un territorio naturalmente "vocato" ad essere Parco Nazionale. Molte delle 2.000 specie vegetali del Gargano sono endemiche (esclusive) del territorio e molto rare.

Una particolarità unica in Italia è rappresentata dalla presenza del Faggio a quote molto basse (meno di 300 m.). Questa specie arborea è favorita dal particolare clima del Gargano che assicura abbondanti precipitazioni nella tarda primavera. Le faggete Garganiche, vegetando molto al di sotto dei "normali" 800 m., sono dette faggete depresse.

Il Faggio è il cuore della Foresta Umbra, ma lì come altrove ad esso si associa la presenza di Tigli, Aceri, Cerri, Lecci, Carpini, Olmi, Tassi... Molto spesso queste specie sono caratterizzate da una crescita fuori dell'ordinario (macrosomatismo) e molti esemplari sono plurisecolari: è il caso di molti Tassi e Faggi dell'Umbra e del noto Leccio del Convento dei Cappuccini di Vico.

Numerose sono anche le specie dei sottoboschi: ciclamini, viole, agrifogli, biancospini, meli selvatici, edera... Piante endemiche del Gargano sono, tra le altre, la Scabosa di Dallaporta, l'Inula candida, la Campanula garganica, il Cisto di Clusio. Rilevante la presenza di Orchidee: se ne contano quasi 100 specie.

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